Quando Heidegger nella quarta delle conferenze di Friburgo si addentra nell’essenza dei principi del pensare, cercando di penetrare oltre i confini che essi stessi delimitano nel loro offrirsi come il “ciò a partire da cui” l’ente si determina nella sua “presenza”, ricorre significativamente al detto di Leonardo sopra citato in epigrafe semplificandolo così: «la luce mostra, l’ombra vela». Tutto molto semplice, si dirà senz’altro in proposito, ma si dimenticherebbe che filosoficamente il semplice è il difficile, come già lo stesso Heidegger in più passi della sua opera ci ricorda. Ebbene cosa di più semplice e, allo stesso tempo, più difficile di “ombra” e “luce”? Presenze/assenze che ci accompagnano ineluttabilmente sin dal nostro stesso “venire alla luce”… e di conseguenza “all’ombra” se è vero che il nostro stesso darsi nella nascita è “duplice” per sua stessa natura.

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CFP n.10/2020 – Deadline 30 settembre 2020. Luce e Ombra: una dialettica ancestrale. La dialettica di luce e ombra attraversa in maniera trasversale non solo la filosofia, ma più in generale l’orizzonte di comprensione umano sin dai suoi albori. Spesso sotto la forma di una complementarietà ineludibile, oppure come netta contrapposizione, essa si presenta nei percorsi sapienziali dell’umanità nel linguaggio mitico/religioso, iniziatico ed esoterico per poi approdare alle formulazioni più schiettamente filosofiche, in cui tuttavia rimane sempre il richiamo ad un arcaismo che, piuttosto che essere un mero richiamo all’antico, risulta piuttosto essere in connessione con quella radicalità del pensare che “tocca” il suo limite ultimo..

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