Direttore: Furia Valori
Vice Direttore e Resp. del Comitato Scientifico: Marco Casucci
Comitato Scientifico: Daniel Arasa, Mariano Bianca, Martino Bozza, Marco Casucci, Luigi Cimmino, Gianfranco Dalmasso, Markus Krienke, Massimiliano Marianelli, Letterio Mauro, Edoardo Mirri (+), Marco Moschini, Giuseppe Nicolaci, Paolo Piccari, Silvano Zucal, Pavao Žitko.
Redazione segreteria editoriale: Marco Casucci, Samy Abu Eideh, Federico Brutti, Francesco Porchia.
La storia e i suoi livelli. Il Pensare N. 14/2025
Abstract
La storia e i suoi livelli: tra trascendenza e immanenza, modelli di esperienza dell’umano.
Marco Casucci - Università degli Studi di Perugia, Italia
Dopo aver affrontato il tema della natura il presente numero de «Il Pensare» si sposta decisamente sul mondo umano con un’attenzione tutta particolare alla storia e ai suoi livelli. Cosa si è voluto intendere con la definizione di questo tema è legato ad una dinamica che emerge fondamentalmente nello scorso secolo ma che ha i suoi presupposti in quel passaggio fondamentale dalla modernità a quella fase estremamente articolata che è la ripresa del tema dell’origine che si staglia sui margini di una filosofia del senso “compiuto” quale era stato l’idealismo tedesco, ed in particolare quello hegeliano. Parlare di livelli della storia significa quindi riprendere quella tensione fondamentale che già Agostino aveva messo in luce mostrando la ratio nella sua articolazione plurilivellare (superior e inferior) con la relativa scoperta di tempi e di storie che si muovono in maniera altrettanto parallela indicando modi di darsi differenti dell’umano nel suo rapporto fallito o riuscito con la trascendenza e con il divino. A partire da questa distinzione si proporrà con Schopenhauer e Nietzsche quella svalutazione del sapere storico proprio a partire dal recupero di un senso platonico dell’eternità nella sua distinzione radicale dal tempo inteso come mera successione di istanti che implodono in sé stessi, nullificandosi. In Schopenhauer in particolare questa prospettiva si farà particolarmente significativa, andando ad intercettare l’agostinismo sul lato della distentio che, impossibilitata ad un suo raccoglimento definitivo nell’eterno sotto il segno di una teologicità del pensare, sempre presente sottotraccia ma oramai smarrita nella sua capacità di esplicitarsi in maniera diretta, si definirà nella ripresa del famoso dramma calderoniano per cui la vida es sueño. È così possibile cogliere nella concezione schopenhaueriana del tempo tutto il portato dissolutore proprio della distentio agostiniana potenziato ulteriormente dalla già affermata impossibilità kantiana di cogliere l’anima come luogo privilegiato per le operazioni di analisi delle dinamiche temporali. È così che la nullità del tempo in cui il presente non è altro che un punto inesteso tra il non La storia e i suoi livelli Marco Casucci Il Pensare – Rivista di Filosofia ¨ ISSN 2280-8566 ¨ www.ilpensare.net ¨ Anno XIII, n. 14, 2025
History and its Levels: Between Transcendence and Immanence, Models of Human Experience
After addressing the theme of nature, this issue of «Il Pensare» shifts decisively toward the human world, with a specific focus on history and its levels. What was intended by the definition of this theme is linked to a dynamic that fundamentally emerged during the last century, but which has its prerequisites in that crucial transition from modernity to that extremely articulated phase: the revival of the theme of origin. This stands out on the margins of a philosophy of "fulfilled" sense, such as German Idealism had been, and particularly the Hegelian one.
Speaking of levels of history therefore means returning to that fundamental tension that Augustine had already highlighted, showing ratio in its multi-level articulation (superior and inferior), with the relative discovery of times and histories that move in an equally parallel manner, indicating different ways of the human condition in its failed or successful relationship with transcendence and the divine.
Starting from this distinction, Schopenhauer and Nietzsche would propose a devaluation of historical knowledge, precisely by recovering a Platonic sense of eternity in its radical distinction from time, understood as a mere succession of moments that implode into themselves, nullifying each other. In Schopenhauer particularly, this perspective becomes highly significant, intercepting Augustinianism on the side of the distentio. This distentio, unable to find a definitive gathering into the eternal under the sign of a theology of thought—always present beneath the surface but by now lost in its capacity to express itself directly—finds its definition in the revival of Calderón's famous drama, la vida es sueño (life is a dream).
It is thus possible to grasp, within Schopenhauer’s conception of time, the entire dissolving impact characteristic of the Augustinian distentio, further amplified by the already established Kantian impossibility of grasping the soul as a privileged locus for analyzing temporal dynamics. It is in this way that the nothingness of time—in which the present is nothing more than an unextended point between the non-existence of the past and the future...
History and its Levels
Marco Casucci
«Il Pensare» – Rivista di Filosofia · ISSN 2280-8566 · www.ilpensare.net · Year XIII, n. 14, 2025
Vai al Numero