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CFP Il Pensare n. 11/2021

Dostoevskij e la filosofia. 200 anni dalla nascita

Nell’orientamento di pensiero che caratterizza questa rivista sin dalla sua fondazione ci si è sempre tenuti lontano dall’apporre una “e” tra il nome di un pensatore e la parola “filosofia”, preferendo piuttosto lasciar manifestare la presenza del “Pensare” nei filosofi che di volta in volta ne hanno “incarnato” o “figurato” l’essenza. Tutt’altro discorso merita invece Dostoevskij e questo non soltanto perché si tratta di un uomo di lettere, di un grande romanziere e poeta – e quindi di un “non”-filosofo, secondo un certo “intelletto tabellesco” –  quanto piuttosto perché la sua scrittura rappresenta una vera e propria “crisi” per l’unità del pensare in quanto tale; nonostante l’opera dostoevskiana sia ineludibilmente in relazione col pensiero filosofico e ne rappresenti un punto di confronto essenziale. Ecco allora che la “e” posta a congiunzione/disgiunzione tra “Dostoevskij” e “filosofia” viene ad assumere il significato di una interrogazione radicale che inevitabilmente scava come un tarlo la coscienza del pensante, dando origine ad una pluralità di percorsi che a partire da questo “rapporto/domanda” possono svilupparsi. Nella varietà di questioni che, a partire da tale interrogazione, possono scaturire si vogliono qui dare solo alcuni spunti essenziali, alcune domande “classiche”, a partire da cui aprire la discussione e la riflessione sul tema:

  1. La questione del nichilismo;
  2. Cristo e la filosofia (verità e incarnazione);
  3. Il sofianesimo in Dostoevskij (l’Anima e il “femminile”);
  4. La libertà e il male;
  5. La bellezza ed il problema del “mondo”.
  6. Oriente e Occidente.
  7. Letture dostoevskiane: i filosofi dinanzi a Dostoevskij.

Si prega quindi chi fosse interessato a partecipare di inviare il proprio contributo (non più di 50.000 caratteri in formato word [no rtf, pdf, odt]) con i dati personali a parte, al seguente indirizzo: marco.casucci@unipg.it entro e non oltre il 30 ottobre 2021.
Gli articoli saranno sottoposti a peer review e pubblicati sul sito www.ilpensare.net

Dostoevskij and Philosophy. 200 Years after his Birth

In the general line taken by the review “Il Pensare”, the relationship between philosophers and their philosophy should never be connected by the conjunction “and”, as that always sounds like an extrinsic juxtaposition. A philosopher and his thought are always so strictly connected that thought “is” the thinker itself, inasmuch as thought shows itself “through” the thinker. Something else altogether applies to Dostoevsky, not only because he is a novelist and not a philosopher, but in particular because all his novels represent a genuine “crisis” for the identity of thought itself; even if, in a very strong sense, his work is undoubtedly in a relationship with philosophical thought. So, in this way, the conjunction/disjunction “and” placed between “Dostoevsky” and “philosophy” takes on the meaning of a radical interrogation, that digs deeply into the consciousness of the thinker, giving rise to a huge range of possibilities that can be developed starting from this questioning. In this sense this issue of the review aims at investigating the relationship between Dostoevsky and philosophical thought, drawing inspiration from a number of classical topics on this subject:

  1. The question of nihilism;
  2. Christ and philosophy (truth and incarnation);
  3. Sophianism in Dostoevskij (the soul and the “feminine”);
  4. Freedom and evil;
  5. Beauty and the problem of the world;
  6. East and West;
  7. Philosophical interpretations of Dostoevsky

Therefore, anyone interested in taking part must send his own contribution (no more than 50,000 characters in word format [no rtf, pdf, odt]) – in Italian, English, French, German or Spanish language – with personal data in a separate document, to the following address: marco.casucci@unipg.it no later than October 30th 2021. The articles will be subjected to peer review and published on the website www.ilpensare.net